La marcia del digitale continuerà, inarrestabile, in tutti i settori dell'Entertainment & Media raggiungendo nel 2016 un valore globale di 2.100 miliardi di dollari.
Minaccia o opportunità? Come sempre la risposta esatta è la seconda. Perché il trend digitale, oltre a tradursi in una crescita per molti settori da anni in crisi - pensiamo all'industria musicale -, moltiplica le possibilità, rimescola gli assetti, in un sistema esploso di potenzialità inesauribili se ben amministrate.
I maggiori investitori saranno gli USA con 464 miliardi di spesa, seguiti da Giappone, Cina e Germania, fino al Brasile, in continua crescita. Tutti gli ambiti asseconderanno questa tendenza a discapito della pubblicazione e distribuzione su supporto fisico: si stima una crescita del 30% per gli ebooks e del 16% per l'internet advertising, la musica in formato digitale raggiungerà il 55% delle entrate complessive e la spesa per videogiochi online e wireless supererà quella dei tradizionali giochi per console e PC. Anche per la produzione video si affermeranno i servizi streaming, con un calo sempre più consistente degli abbonamenti TV.
In cosa si traduce tutto questo? Di fronte ad un modello di fruizione dei contenuti sempre più libero e svincolato da logiche dall'alto ogni produttore dovrebbe rielaborare le proprie strategie di business; quindi, nuove figure aziendali esperte e nuove modalità di creazione delle campagne di adv che tengano conto della proliferazione dei device mobili e dei nuovi canali di comunicazione. Non c'è tempo per le incertezze: il futuro è adesso ed è digitale.
Barbara Nazzari
lo stato è lo strumento attraverso il quale la gente pensa di poter vivere alle spalle degli altri. Frederic Bastiat
mercoledì 21 novembre 2012
martedì 13 novembre 2012
Ecommerce: il futuro nella multicanalità
Il mercato dell'ecommerce non è mai stato così florido. Ma a fronte di una domanda sempre più insistente, le aziende devono sapersi aprire all'innovazione con competenza e professionalità per sfruttare al meglio i nuovi canali di vendita.
Le parole d'ordine sono fiducia e contenuti.
I numeri parlano da soli: 10 milioni di acquirenti on-line con una crescita della domanda del 18% nel 2012, per un volume di affari di quasi 10 miliardi di euro. Due problemi si pongono: come soddisfare un'utenza sempre più esigente e attenta e come convincere gli utenti internet italiani che ancora non utilizzano il mezzo ad avvicinarsi ad esso.
Per assecondare i primi è fondamentale la costruzione di una piattaforma ricca di informazioni chiare e approfondite: l'acquirente on-line non è generalmente predisposto all'acquisto frettoloso e poco ponderato ma si informa su forum, blog, motori di ricerca che comparano qualità e prezzi ed è positivamente colpito da un sito che offre informazioni esaustive ed un sistema di feedback da parte degli utenti. In secondo luogo va studiato un sistema integrato di analisi della clientela così da offrire newsletter personalizzate ed altri strumenti di fidelizzazione con suggerimenti ad hoc in base alle precedenti scelte d'acquisto.
Per avvicinare l'utente scettico è fondamentale creare un rapporto di fiducia e questo si può ottenere puntando sulla credibilità e solidità del brand e garantendo sistemi di pagamento sicuri e certificati.
Ma, facendo un passo indietro, niente di questo è realizzabile senza un rinnovamento all'interno delle aziende. E rinnovamento non è solo decidere di aprirsi alle nuove tecnologie ma farlo con investimenti adeguati, affidando i progetti a professionisti della cultura digital che sappiano sfruttare le potenzialità del mezzo, integrandole con le capacità dei social network di fungere da cassa di risonanza.
Insomma, una vera multicanalità in cui non ci sia più una gerarchia tra offline e online ma la semplice offerta di più opportunità d'acquisto per il cliente.
Barbara Nazzari
Le parole d'ordine sono fiducia e contenuti.
I numeri parlano da soli: 10 milioni di acquirenti on-line con una crescita della domanda del 18% nel 2012, per un volume di affari di quasi 10 miliardi di euro. Due problemi si pongono: come soddisfare un'utenza sempre più esigente e attenta e come convincere gli utenti internet italiani che ancora non utilizzano il mezzo ad avvicinarsi ad esso.
Per assecondare i primi è fondamentale la costruzione di una piattaforma ricca di informazioni chiare e approfondite: l'acquirente on-line non è generalmente predisposto all'acquisto frettoloso e poco ponderato ma si informa su forum, blog, motori di ricerca che comparano qualità e prezzi ed è positivamente colpito da un sito che offre informazioni esaustive ed un sistema di feedback da parte degli utenti. In secondo luogo va studiato un sistema integrato di analisi della clientela così da offrire newsletter personalizzate ed altri strumenti di fidelizzazione con suggerimenti ad hoc in base alle precedenti scelte d'acquisto.
Per avvicinare l'utente scettico è fondamentale creare un rapporto di fiducia e questo si può ottenere puntando sulla credibilità e solidità del brand e garantendo sistemi di pagamento sicuri e certificati.
Ma, facendo un passo indietro, niente di questo è realizzabile senza un rinnovamento all'interno delle aziende. E rinnovamento non è solo decidere di aprirsi alle nuove tecnologie ma farlo con investimenti adeguati, affidando i progetti a professionisti della cultura digital che sappiano sfruttare le potenzialità del mezzo, integrandole con le capacità dei social network di fungere da cassa di risonanza.
Insomma, una vera multicanalità in cui non ci sia più una gerarchia tra offline e online ma la semplice offerta di più opportunità d'acquisto per il cliente.
Barbara Nazzari
martedì 6 novembre 2012
Ricette per competere
Louis Gallois, l'ex numero uno del gigante di aerospaziale e difesa Eads-Airbus. Ed è il super-consulente del governo francese con il compito proporre le soluzioni necessarie per rilanciare la competitività in continuo calo della Francia. Alcuni dati sono esemplificativi: esportazioni passate dal 12,7% al 9,3% (i tedeschi sono saliti al 22%), l'interscambio mondiale è passato dal 5,5% al 3,3%, il deficit commerciale è di 70 miliardi e il contributo dell'industria al valore aggiunto nazionale è sceso al 12,6% quando nella stessa Italia è pari al 18%.
Il suo rapporto non lascia adito a dubbi. Si sa cosa si dovrebbe fare, ma l'arretratezza della mentalità europea non consente di passare all'azione. Quindi, ecco la proposta shock:
Riduzione di 30 miliardi dei contributi sociali (di cui 20 miliardi a carico delle imprese e 10 a carico dei lavoratori dipendenti
Il suo rapporto non lascia adito a dubbi. Si sa cosa si dovrebbe fare, ma l'arretratezza della mentalità europea non consente di passare all'azione. Quindi, ecco la proposta shock:
Riduzione di 30 miliardi dei contributi sociali (di cui 20 miliardi a carico delle imprese e 10 a carico dei lavoratori dipendenti
L'analisi del Fondo Monetario Internazionale e dell'Ocse (uscirà a giorni) è in linea con quanto affermato dal Gallois. L'invito è lo stesso ed è ritenuto insostenibile il costo del lavoro e una spesa pubblica che si aggira intorno al 56% del PIl. Inoltre, sostiene il FMI il fisco deve essere ridotto per ridare fiato alle imprese.
Le ricette sulle quali, oramai, convergono la maggioranza delle analisi è abbastanza chiara: competitività e crescita sono possibili solo se si diminuisce la presenza pachidermica dello stato (che deve fissare regole forti e precise, non spendere risorse che non ci sono) e se si rende il sistema economico snello e in grado di adeguarsi velocemente al dinamismo del mondo in evoluzione.
Nicola Mastropietro
Manager On Request
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mercoledì 22 agosto 2012
Monti ha creato uno stato di guerra.
![]() |
| Due dita. Forse è un rafforzativo |
A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire la bocca e togliere ogni dubbio. Oscar Wilde
- Il primo provvedimento da lui fatto (dicembre 2011) l'ha voluto definire "salva-stato". Stranamente se non fosse intervenuta la BCE dando soldi alle banche (aggirando il divieto di acquistare direttamente titoli di stato) l'Italia avrebbe dovuto chiedere aiuto al FMI. Lo affermò anche il premio nobel Paul Krugman. Non avrebbe salvato nessuno. Ma aveva appena iniziato.
- Dopo i suoi primi provvedimenti a fine dicembre invece di tacere disse che l'effetto recessivo sull'economia del suo salva stato sarebbe stato solo dello 0,4%. Altra facezia. Per Confindustria, FMI e qualsiasi altra analisi internazionale veniva ipotizzata una riduzione tra 1,5% e il 2,4% del PIL. Uno contro tutti. Ma lui è l'essere superiore....e infatti la realtà gli ha provocato una becera figura.
- A marzo dalla Cina ebbe a dire che si doveva stare tranquilli perchè la crisi in europa era ormai finita. Per tutti doveva ancora cominciare, come poi è puntualmente avvenuto. Per l'economista doc, invece, era finita. Un'altra cazzata gratuita. Per non smentirsi l'ha ripetuta il mese scorso e lo sta ripetendo in questi giorni dicendo che, Lui, vedeva e vede la luce in fondo al tunnel. Veramente patetico
- Come dimenticare la maggior idiozia da lui detta: con le liberalizzazioni (taxisti e farmacisti) si otterrà un aumento del PIL dell'11%. A 70 anni l'alzheimer può essere improvviso e devastante.
- La riforma del lavoro da lui sostenuta a spada tratta avrebbe dovuto produrre posti di lavoro come non mai. Anzi, era proprio questo che il mercato delle imprese e finanziario si aspettava. Come avevano pronosticato tutte le analisi la disoccupazione è aumentata e lo spread pure. La riforma è pessima è un danno per il mondo del lavoro. Un genio imprevedibile.
- Ovviamente, il problema non sono le nefandezze da lui dette e fatte, anzi, il problema è che lui non è capito. Persino un gestore su skytg24 nel sentire queste affermazioni scoppiò in un " Monti la deve smettere di dire stupidate". Lo rispettano tutti nel mondo. Si vede. Visto che non è certo l'unico ad avere questo elevato concetto di base sulla persona in questione.
- Oltre a tutto è, probabilmente, anche bugiardo. In Finlandia dice che è tutto a posto e che ha convinto il primo ministro finlandese. Una grande vittoria per L'italia. Ottimo. Strano, però, che 2 giorni dopo il ministro finlandese affermi che l'Italia se vuole i soldi dovrebbe garantire le somme con il colosseo e altri patrimoni nazionali. Inoltre, esclude che si possano concedere soldi senza vincoli e precisa che oltre ad averlo detto a Monti l'aveva già detto anche nella riunione ufficiale europea. Poverino, Monti, preso in giro anche dai colleghi europei.
- Adesso ci dice che siamo in uno stato di guerra a causa della evasione. Certo, qualcuno magari avrà pensato alla mafia pensando che finalmente l'Italia si sarebbe riappropriata del territorio che non ha mai governato. Signori la mafia non si tocca. La mafia è lo Stato Italiano e lo stiamo vedendo nella reazione del Presidente della Repubblica alle intercettazioni mafiose e alla sua difesa da parte di Monti. Addirittura, la priorità è diventata vietare le intercettazioni. Comunque, meglio la mafia dell'evasione. La guerra alla mafia non è in agenda. Molto strano questo stato di guerra. Come dice Oscar Wilde ha voluto togliere ogni dubbio.
- http://www.youtube.com/watch?v=Qq7omxEXhR8 Questo video è illuminante. Non vi è bisogno di ulteriori commenti.
Potremmo citare altri esempi, ma il concetto penso sia chiaro. In 8 mesi, per di più, non ha accettato nessun confronto. Dice stupidate senza la possibilità di un contradditorio.
Ma facciamo 2 calcoli: un'azienda paga il 70% di tasse, un cittadino il 55% come pubblicato dal sole 24 ore
recentemente. In Italia l'evasione è del 20%, e stranamente anche il governo è d'accordo con questo dato. Quindi anche un'evasione del 40% ci farebbe pagare delle percentuali molto elevate: il 42% ed il 33% . .
Alla fine tasse ancora più elevate della maggior parte dei paesi. Paesi come la Svizzera, l'Inghilterra, la stessa Germania, l'Olanda, la maggior parte dei paese dell'est, l'Australia, il Canada e altri ancora.
Potremmo anche aggiungere, a dimostrazione, che da una ricerca della CGIA di mestre risultava anche che l'Italia incassa il 29% del PIL contro il 23% della germania ed il 26% della media europea. Incredibile, nonostante l'evasione, in soldi veri, incassiamo più degli altri paesi
La cosa più incredibile è che i progetti di tutti questi paesi prevedono ribassi ulteriori di tasse. Inoltre, gli italiani che conosco e che si sono trasferiti all'estero sono felici di pagare le tasse in quei paesi. Perchè non vale la pena evadere per poco.
9. La falsità più grande è che Monti vuol far passare l'evasione come la causa dei problemi dell'Italia. Che squallore e che squallida persona.
Quello che Monti non capisce è che le imprese, i capitali e le persone se ne vanno dall'Italia. Io stesso, credo che se non vedrò una rivoluzione in Italia, invece di portare aziende all'estero porterò me stesso.
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domenica 19 agosto 2012
Stato di polizia
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